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COMUNE DI VELLETRI ASSESSORATO ALLA CULTURA

in collaborazione con

Centro Studi e Ricerche di Archeologia Storia ed Arte “Oreste Nardini”

Presentano il ciclo di conferenze

“Incontri di speleologia e archeologia veliterna. Studi e ricerche a Velletri e dintorni, dal ’700 ad oggi”

 Sala della Biblioteca Comunale “Augusto Tersenghi”

Piazza Cairoli n. 54 – Velletri

 

Programma

 

Giovedì 7 giugno 2012

ore 16,15 – 17,15

M. Lilli (Docente a contratto di metodologia e tecnica della ricerca archeologica e di Topografia antica)

“Velletri. Carta Archeologica. Documentazione dei siti indagati tra settecento e novecento”

ore 17,30 – 18,30

M. Nocca (Professore di Storia dell’Arte presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma)

“Scavi archeologici a Velletri tra settecento e novecento”

 

Giovedì 14 giugno 2012

ore 16,15 – 17,15

S. Gotti (pittore e appassionato di preistoria)

“Il sito e i resti umani di Cisterna nel panorama del Neolitico laziale” (le vicende della scoperta del sito e i materiali rinvenuti)

ore 17,30 – 18,30

M. Rolfo (Docente di Paletnologia dell’Università di Roma “Tor Vergata” e collaboratore della Soprintendenza Archeologica per il Lazio)

“Il sito e i resti umani di Cisterna nel panorama del Neolitico laziale”

 

Giovedì 21 giugno 2012

ore 16,15 – 17,15

C. Germani (Egeria Centro Ricerche Sotterranee – Roma)

Ricerche speleologiche nell’emissario del lago di Giulianello ed altri sistemi idraulici dei Colli Albani”

ore 17,30 – 18,30

C. Galeazzi (Egeria Centro Ricerche Sotterranee – Roma, Hypogea Ricerca e Valorizzazione CA, CNCA SSI)

“I giorni delle grotte. Esplorazione e documentazione speleologica delle Grotte Caetani a Cisterna (Latina )”

Giovedì 28 giugno 2012

ore 16,15 – 17,15

L. Drago (Docente di etruscologia e antichità italiche presso l’Università degli Studi “La Sapienza” – Roma)

“Progetti di ricerca della Università di Roma La Sapienza nel territorio di Velletri”

ore 17,30 – 18,30

A. Morandi (ex Docente di epigrafia italica presso l’Università degli Studi “La Sapienza” – Roma)

“La lingua dei Volsci”

INGRESSO GRATUITO

Per informazioni: giorgio.manganello@libero.it – Tel. Cell. 339 7316721 – 38

La mostra fotografica, nata da un’idea di Iana Nekrassova, compagna dell’artista, raccoglie sette scatti di Antonio De Paolis, nostro socio, che fissano altrettanti istanti nella vita di una donna.

Sono storie descritte esclusivamente attraverso le immagini, diverse fra loro per contenuto e stile, quasi fossero state messe insieme casualmente. Sette immagini in uno sfondo decontestualizzato che non fornisce, volutamente, nessuna indicazione sui luoghi dove sono state catturate e su cosa stia accadendo nel momento dello scatto, lasciando al visitatore la libertà di farle proprie con fantasia ed immaginazione.

Tagli fotografici diversi, dal ritratto al particolare, al mosso, per accentuare anche visivamente la diversità delle situazioni.

Stili con dominanti cromatiche e contrasti diversi. Unici, ed appena sfiorati, suggerimenti che l’artista regala al visitatore, quasi a fornirgli il bandolo di una matassa da srotolare… per seguire il filo di un ricordo, o forse di un incontro non ancora avvenuto.

STORIE di Antonio De Paolis

10 maggio 2012 ore 10,00 – 21,00

Spazio espositivo Mycupoftea

Via del Babuino, 65 (fronte statua del Babuino) – Cortile interno, 1° piano

Contatti: a.depaolis_mail(AT)yahoo.it

 

Antonio De Paolis vive e lavora a Roma, è uno speleologo, subacqueo, da sempre interessato alla grafica e alla fotografia, dal 1990 ha avuto collaborazioni freelance in studi di grafica come creativo, in studi di architettura come fotografo, pubblicando fotografie di sport e reportage.

Molti i progetti realizzati con Marenostrum.

Per Egeria, insieme a Carlo Germani, ha fissato tanti momenti della nostra attività speleologica rendendo raccontabile e condivisibile il Buio: difficile da tradurre in narrazione solo attraverso le parole. Ha inoltre curato graficamente i poster premiati dall’Accademia dei Lincei ed i pannelli didattici per il Comune di Cisterna di Latina che illustreranno ai visitatori le Grotte Caetani.

Da alcuni anni è approdato alla fotografia artistica e questa prima esposizione, in una location di particolare fascino e suggestione, nel cuore del centro storico di Roma a due passi da Via Margutta, strada degli artisti per eccellenza, ne è il primo risultato.

International Workshop

on Speleology in Artificial Cavities

“Classification of the typologies

of artificial cavities in the world”

Torino/Italy – May 18-20, 2012

Parco della Tesoriera, Corso Francia 192

Associazione Gruppi Speleologici Piemontesi (AGSP)

(subway stop “Montegrappa”)

FINAL PROGRAMME

Friday May 18, 2012

Arrival of participants

17.00: Meeting of UIS Commission on Artificial Cavities (participation open)

19.00 In memory of  Luigi Barcellari (Birci) Member of Commission on Artificial Cavities of the Italian Speleological Society.

Saturday May 19, 2012

9.00-9.30

M. Parise:  Introduction to the workshop

Authorities welcome:

Associazione Gruppi Speleologici Piemontesi

Società Speleologica Italiana

Union Internationale de Speleologie

9.30-12.30

C. Galeazzi (Egeria Centro Ricerche Sotterranee): The typological tree of artificial cavities: an SSI Commission contribution. DOWNLOAD PDF

M. Parise: Hydraulic works: the Map of the Ancient Underground Aqueducts

M. Mainetti: A Mediterranean Troglodytism database. An overview on the rupestrian settlements of the Mediterranean region

L. Stevens: The troglodytic castles of the Northern Vosges (France)

L. Triolet: Underground refuges and war tunnels

R. Bixio: A new type of rocky work: the Apiaries

M. Dixon: Underground with Subterranea Britannica – site types and interests

Discussion

15.00-17.00

C. Chiappino: The Ancient Mines & Quarries Census Project : a systematical approach to a missed heritage

M. Meneghini: The Italian Cadastre of Artificial Cavities

M. Parise: Artificial Caves as a possible danger: sinkholes and other effects at the surface

G. Badino: Artificial and natural cavities, the two underground worlds. Which is the largest?…

17.00

ROUND TABLE DISCUSSION: A system of classification for artificial cavities: updating of the Italian classification and outcomes from the workshop

18.00-18.30 Poster session

20.00 Social dinner in a typical restaurant (not included in the workshop fee)

Sunday May 20, 2012

9.00-12.00

Visit to the Museum Pietro Micca and the 1706 Torino siege. From the Museum we will have access to the underground gallery, a military structure 14-km long. www.museopietromicca.it

Scientific Committee:

Mario Parise (Chairperson), Joep Orbons, Carla Galeazzi, Roberto Bixio, Martin Dixon, Hakan Eğilmez, Jean Francois Garnier , Jérôme Triolet, Laurent Triolet, Luc Stevens

Organizing Committee:

Fabrizio Milla (Responsible) – Associazione Gruppi Speleologici Piemontesi (AGSP), Carla Galeazzi (Egeria Centro Ricerche Sotterranee), Mario Parise, Alessandra Pueroni, Enrico Croce.

La storia di San Lorenzo è quella di un insediamento abbandonato e dimenticato, riportato alla luce grazie all’intuizione di un appassionato di archeologia e di un gruppo di speleologi. Tutto comincia con un messaggio di Lamberto (Ferri Ricchi) che mi chiede se siamo interessati a studiare un insediamento, in proprietà privata, verso il lago di Bolsena.

Il proprietario, amico di Vittorio Castellani, era un appassionato di archeologia subacquea e tornando spesso a Bolsena da qualche anno ha acquistato un casale su un colle convinto che si tratti dell’insediamento di San Lorenzo, scomparso da molto tempo. Ovviamente la risposta è si, allora Lamberto ci precisa che ci sono circa ottanta ipogei da vedere e rilevare, che non sono previsti rimborsi di nessun tipo e che la situazione è abbastanza complessa. Il numero mi sembra un po’ elevato, sarebbe fin troppo bello, e gli confermo l’appuntamento.

È amore a prima vista. Una passione che ci farà tornare sulla collina di San Lorenzo per circa tre anni (2007 – 2010), a censire le 105 strutture ipogee e ricostruire l’antico borgo.

Del vecchio insediamento di San Lorenzo non resta più nulla. È rimasto il colle su cui sorgeva, coperto da rovi intricatissimi che nascono resti di mura, il basamento della torre e decine di “buchi” sul terreno.

È chiaro da subito che per ricostruire lo stato dell’abitato di San Lorenzo al momento dell’abbandono a causa della malaria (fine del millesettecento) l’unico modo possibile è quello di documentare ogni struttura ipogea, comprendere l’uso al quale era destinata e tentare di correlarla alle poche descrizioni esistenti.

Nell’ottobre 2008 il progetto ha ottenuto il patrocinio del Comune di San Lorenzo Nuovo.

La relazione conclusiva del nostro studio è stata presentata al VII Convegno Nazionale Cavità Artificiali (Urbino 2010) e ci auguriamo possa costituire la imprescindibile base topografica per i successivi studi da parte di storici ed archeologi.

Dati del censimento nel Catasto Nazionale Cavità Artificiali SSI

Denominazione: San Lorenzo Vecchio

Comune: San Lorenzo Nuovo (Viterbo, Lazio)

Località: Colle Paese Vecchio

Numero: CA447LaVT (con sub da 447/1 a 447/105)

Cartografia: IGM 129 II NE “Acquapendente”

Ancient settlement of San Lorenzo (Viterbo, Lazio)

San Lorenzo was a settlement which had its greatest development from the Middle Ages and until the early 1700’s. A country with an agricultural vocation, in the Papal States, which paid heavy taxes and received sporadic assistance only when the need became really great.

The geological nature of the settlement, built and dug into the tufa, made the hill particularly susceptible to landslide, and made precarious the resistance of the perimeter wall which rests on empty space. The numerous tombs, legacy of the Etruscan town, re-used over the centuries as stables and cellars and adapted for such purposes with later additions, contributed to the  disintegration of the hill, not only at the borders, but also in the central part, where the settlement was located.

The proximity of a stream, which had guaranteed for a long time the presence of water needed for the local needs, became common cause of death from malaria when the settlement began to lose population and the reduced number of inhabitants was no longer able to perform the regular maintenance of the ditches.

In 1775, following another outbreak of malaria, Pope Clement XIV and Cardinal Braschi (later Pius VI) ordered the abandonment of the village of San Lorenzo, named also San Lorenzo alle Grotte, and the creation of a new town in a healthier position. In 1779 the few surviving inhabitants moved to the New Lorenzopoli, then San Lorenzo Nuovo. The materials of the old village were reused to build the new centre, which was literally disassembled and abandoned. Soon it was ordered the destruction of the old town to prevent that even the small residual structures became haven for bandits.

The vegetation grew, obliterating all traces of life, and within a few decades even the memory of its exact location was lost.

Today the only traces of the village are in the hypogean structures and in the countless sinkholes wich seem to riddle the hill.

One finds mainly cellars, stables and crypts carved into the tufa rock, but there are also rooms completely buried by the rubble of buildings that have become hypogean due to a stratigraphic overlapping.

The campaign of study, by wish oh the present owners, was designed to document, and where possible to reconstruct, the ancient topography of the old town through the hypogean analysis and accurate bibliographic. Over 100 structures have been taken a census, all inserted in the map. At the end of the study, the structure of the ancient village was reconstructed in large part, identifying the major points on the basis of the ancient descriptions.

Final results of study was published in Opera Ipogea 1-2/2011.

Carla Galeazzi ©Egeria Centro Ricerche Sotterranee

Per approfondire l’argomento: 

Galeazzi C., 2010, L’antico insediamento di San Lorenzo. The ancient settlement of San Lorenzo (Viterbo, Lazio) in Atti VII Convegno Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali – Urbino, 4-8 dicembre 2010, Opera Ipogea 1-2/2011.

Galeazzi C., 2008, Progetto San Lorenzo Paese Vecchio. Contributo preliminare. In: Informazioni, Rivista annuale della Provincia di Viterbo.

Galeazzi C., Bottacchiari B., 2008, Sancti Laurentii, sive paese vecchio. Relazione preliminare. In: Atti VI Convegno Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali, Napoli, 30 maggio – 2 giugno 2008, Opera Ipogea 1-2/2008.

La collina del Tuscolo, di origine vulcanica (formazione di Colli Albani), è compresa nel territorio del Parco Regionale dei Castelli Romani ed è tutelata dalla Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini. 

La zona, molto bella dal punto di vista naturalistico e di grande interesse storico archeologico per essere stato insediamento pre-romano, romano e medievale con il nome di Tusculum, a cavallo degli anni ’60 e ’70 del novecento ha subito una intensa cementificazione che, pur incidendo seriamente dal punto di vista paesaggistico, ha fortunatamente risparmiato ampie zone di verde oggi tutelate. Recentemente (aprile 2012) i rappresentanti dei Comuni di Monte Porzio Catone, Frascati, Grottaferrata e Monte Compatri si sono incontrati per condividere le linee guida dell’istituendo Parco Archeologico Culturale del Tuscolo.

Le opere idrauliche della zona sono state da anni oggetto di indagini speleologiche (Cappa G., Felici A., Castellani V., Capulli R.) ed archeologiche (Devoti L., Scuola Spagnola di Storia e Archeologia, Quilici Gigli L. e S.,) tanto da non suscitare in noi, per lungo tempo, particolare curiosità esplorativa.

Qualche mese fa siamo tornati con Giulio, che nel corso dei suoi sopralluoghi di verifica per riposizionare in pianta tutte le strutture note aveva scoperto un ingresso mai visto prima.

Insieme abbiamo riverificato i nuovi accessi, alcuni dei quali prodotti dallo sprofondamento delle volte, percorso l’antico acquedotto seicentesco che forniva l’acqua a Monte Compatri (rilievo strumentale eseguito dai colleghi di Roma Sotterranea), e sviluppato nuove ipotesi sull’idraulica della zona.

Oggi, complice la bella giornata, siamo tornati a visitare l’acquedotto dei tre fontanili (rilevato da Ruggiero Capulli et alii, op. cit.) e fare qualche esperimento fotografico con un nuovo obiettivo. 

Sul plateau che porta al muro di confine dell’eremo di Camaldoli abbiamo individuato i pozzi dell’acquedotto che riforniva l’eremo, già ritrovati e segnalatici da Giulio Cappa.

Carla Galeazzi ©Egeria CRS

Fonti:

Cappa G., Felici A., “Cavità artificiali, esplorazioni e studi”, in Bollettino Speleo Club Roma, 1994

Capulli R. “I cunicoli del Monte Tuscolo (Roma – Lazio)”, in Opera Ipogea Atti VII Convegno Nazionale Cavità Artificiali, Napoli, 2008

http://it.wikipedia.org/wiki/Tuscolo

http://www.cmcastelli.it

È una bella giornata di dicembre. Fa freddo ma il sole promette di fare il suo, almeno nelle ore centrali della giornata. È molto presto, come sempre in inverno quando le ore di luce sono troppo poche rispetto alla nostra voglia di vedere e di scoprire. Superato l’abitato di Soriano lasciamo le macchine e ci incamminiamo in direzione sud-ovest nella selva cimina.

Luogo tetro, impenetrabile ed invalicabile per i Romani, che a noi sembra bellissimo. È bellissimo. Le foglie secche della faggeta, gelate nella notte, frusciano sotto i piedi. È il solo rumore che si sente. Con i suoi 57 ettari è la faggeta più imponente dell’Italia centrale, set cinematografico naturale per molti film celebri, tra i quali “Il Marchese del Grillo”.

Seguiamo il viale per due chilometri fino a un’altitudine di circa seicento metri, alla nostra destra compaiono i ruderi della chiesetta dell’eremo della S.S. Trinità. Il tetto è crollato e gli eventi atmosferici hanno fatto parecchi danni.

  

 
 
Foto a sinistra: la Chiesa nei primi anni del ’900. Da Giannini P. (op. cit.). Foto Archivio Valentino D’Arcangeli.

Qualcosa stona subito alla vista: una croce latina dipinta a rovescio alla base della chiesa, altre tracce di vernice rossa a simulare il sangue e la testa di un capro dipinta  sul frontone. I ruderi sono ormai luogo di ritrovo per satanisti. 

A sinistra una parete tufacea, alta circa 30 metri, fratturata in più punti e con distacchi che hanno creato anfratti, piccole cavità e rifugi. Dalla parete rocciosa sgorga una piccola sorgente che alimenta un fontanile di campagna.Il bisogno di acqua è evidente anche nella canalina scavata nella roccia, che permetteva di catturare e convogliare verso il fontanile persino il liquido di percolazione. Un escamotage, questo, utilizzato in molte strutture insediative, compreso il notissimo canyon che conduce a Petra (Giordania) e che tratteremo in un prossimo contributo.  

Proseguiamo in cerca della Grotta Rottezia (grottaccia) nella quale, narra la leggenda, è nascosta una chioccia con dodici pulcini d’oro. Chi entra per scoprire e asportare il tesoro muore di spavento in seguito al misterioso spegnimento delle torce… meno male che non usiamo più le lampade a carburo già da un po’.

La base della parete di tufo è completamente ricoperta dalle foglie, e sono tante le fratture “promettenti”  ma nessuna è l’ingresso alla grotta che stiamo cercando. Le battiamo avanti e indietro fino a notare un po’ di verde spiccare nel giallo. Sono edera e capelvenere. Segni inconfondibili che c’è dell’umidità da condensazione a sostenerle anche nei mesi di siccità. Smuoviamo le foglie e si apre l’imbocco della grotticella.

Scivoliamo dentro uno alla volta. Entro per ultima. Mentre striscio giù il piede tocca qualcosa di metallico. Lo aggancio con la caviglia e tiro: è un passeggino, anche abbastanza nuovo. Che ci fa un passeggino per bimbi all’imbocco di una grotta sui Cimini, oltre tutto a due passi da tracce di riti sanatici?

La chioccia d’oro è evidentemente una scemenza, ok, ma la paura di trovare anche il bimbo mi gela il sangue. Poi Sandro si ricorda di aver notato un foglietto attaccato ad un sedile in pietra non lontano dalla chiesa e ci convinciamo che abbiano nascosto l’oggetto durante una caccia al tesoro (evidentemente mal organizzata, visto che il passeggino è ancora li). 

La grotta è piccolina, artificiale, scavata, con un sedile ricavato nel banco roccioso. La rileviamo e la fotografiamo, poi riprendiamo il sentiero.

A poca distanza un gruppo di imponenti blocchi di roccia formano una sorta di piramide naturale nota come il “Sasso del Beato Lupo”.

Proviamo a metterci nei panni dell’eremita, in particolare Tullio che esegue alcune “prove tecniche di eremitaggio”. Non doveva essere una vita facile: la tramontana si incanala fra i massi e soffia gelida, il culmine della piramide presenta effettivamente un piccolo incavo naturale, formato probabilmente per erosione, nel quale un uomo può stare a stento in posizione supina, inginocchiato o seduto.

Il Beato Lupo Franchini vissuto fra il XIII e XIV secolo, era originario di Corviano e apparteneva all’Ordine Agostiniano. Il luogo, nel corso del tempo, ha effettivamente assunto anche la denominazione di “Grotta di Sant’Agostino”, collegandolo all’Ordine che per certo aveva fatto edificare anche la chiesetta della Trinità, già nota alle fonti come eremitaggio a partire dal 1275.

Ci rimettiamo in cammino per raggiungere la “Sedia del Papa”, dove arriviamo circa quaranta minuti dopo. È un bel picco di roccia, attrezzato con una struttura in legno che permette l’affaccio sulle vallate circostanti. Ringraziamo Tullio Dobosz, profondo conoscitore dei luoghi legati agli insediamenti eremitici del Lazio ed Abruzzo, per averci fatto conoscere anche questo, incantevole. Le ore di luce cominciano a scarseggiare e dobbiamo rientrare, la passeggiata in discesa per arrivare fin qui si presenta ora con una bella salita che ci risparmieremmo volentieri.

Rientrando sviluppiamo qualche ipotesi sul luogo e ci convinciamo che tutte le strutture visitate facessero parte di un unico modesto complesso monastico: la piccola chiesa, il fontanile, il luogo di preghiera del Beato Lupo che favoriva l’isolamento e l’ascesi e la “grottaccia”, usata forse come rifugio o per conservare alcune derrate alimentari di prima sussistenza. Le residuali tracce sul terreno non restituiscono evidenze di spazi destinati a coltivativo, dal che è possibile supporre che la piccola comunità monastica rientrasse fra quelle che vivevano in povertà, attraverso la beneficenza che veniva loro elargita. Unico elemento certo è la diffusa religiosità che permea tutto il luogo.

Arrivati in prossimità della chiesa troviamo il foglio che presumevamo indicazione per la caccia al tesoro. In italiano stentato c’è scritto: “abiamo perso paseggino, se qualcuno trova puo telefonarci a questo numero”. Mandiamo un sms per segnalare il ritrovamento e ci rispondono dopo due giorni, ringraziandoci. Non scopriremo mai come e perché sia finito li dentro.

Grotta Rottezia è una cavità artificiale, censita al Catasto Nazionale Cavità Artificiali con il numero CA448LaVT. 

Carla Galeazzi ©Egeria Centro Ricerche Sotterranee

Fonti bibliografiche

Benedetti E., Soriano nel Cimino, in Campo de’ Fiori, periodico sociale di Arte, Cultura, Attualità edito dall’Associazione Accademia Internazionale d’Italia, n. XXXVII.

D’Arcangeli V., Monumenti archeologici ed artistici del territorio di Soriano nel Cimino e delle zone limitrofe, 1967, “La Commerciale” di Camilli & Sora, Soriano nel Cimino, Viterbo.

D’Arcangeli V., Soriano nel Cimino, nella storia e nell’arte, 1981, a cura dell’Associazione Pro-Soriano.

Giannini P., L’amore per la solitudine del cardinale Egidio Antonini ed il Convento della SS. Trinità in Soriano.

Menichino G., Sensazioni uniche, Alto Lazio, Etruria misteriosa, escursionismo nella Tuscia viterbese. Club Alpino Italiano Sezione di Viterbo.

Torelli L., Secoli Agostiniani, Tomo Sesto, Google Books.

Nel dicembre 2009 Tullio Dobosz, Carla Galeazzi e Carlo Germani hanno partecipato con altri fotografi alla realizzazione della Mostra ”I qanat dell’Iran nord orientale e del Medio Oriente”, allestita presso l’Università Tecnologia di Shahrood (Iran), curata da Ezio Burri (Università dell’Aquila, Dipartimento Scienze Ambientali) e Angelo Ferrari (CNR- National Research Council, Institute of Chemical Methodologies).

 

Scarica il PDF per vedere tutte le immagini: IRAN_Mostra_fotografica

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