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Archivi tag: Grotte Caetani

22 Gennaio 1944/2014 – 70° dallo sbarco

Settanta anni fa le truppe anglo-americane sbarcavano ad Anzio, o forse a Nettuno o meglio, con buona pace delle due che cittadine che oggi si contendono stralci di memoria, sulla intermedia linea di costa. Sono tante, in questi giorni, le iniziative per commemorare il settantesimo anniversario dell’operazione Shingle, fra le quali il conferimento della cittadinanza onoraria di Anzio a Roger Waters, cantautore e compositore britannico fondatore dei Pink Floyd, figlio di un militare caduto durante i combattimenti che seguirono allo sbarco.

“Alle ore due del giorno 22 gennaio del 1944, il VI corpo d’armata  agli ordini del generale Lucas sbarca sulla costa di Anzio. Sulla zona le unità tedesche sono quasi inesistenti. Il generale Alexander, che si trova sul posto, sottolinea l’opportunità di spingere avanti pattuglie mobili, dotate di buona potenza di fuoco, per prendere contatto con il nemico. Anche Churchill è d’accordo su questo punto e risponde: “Vi ringrazio per il vostro messaggio. Sono felicissimo che procediate rapidamente a puntare in profondità, invece di attardarvi a consolidare la testa di ponte”. 

Furono gli americani a non avere il coraggio di procedere speditamente verso Roma? oppure i tedeschi riuscirono a riorganizzarsi in poco tempo opponendosi all’avanzata? che ruolo ebbe la popolazione civile? Secondo lo scrittore Antonio Pennacchi ci fu una sorta di “resistenza dei coloni” contro gli alleati (L’Espresso n. 2 anno LX del 16/1/14). Il protrarsi dello scontro fu imputabile ad un errore strategico degli americani oppure i tedeschi furono aiutati dalla popolazione civile ed in particolare dai coloni che, grazie a Mussolini, avevano trovato lì terre da redimere, poi da coltivare e quindi nuovo lavoro e speranze per il futuro? In entrambi i casi si  sottovalutarono le conseguenze: la lunga fase di stallo nei combattimenti portò la battaglia a protrarsi proprio lì, su quelle terre faticosamente strappate alle acque.

Intanto la popolazione di Cisterna apprende dello sbarco e pensa che la guerra sia al termine, invece la cittadina sta per trasformarsi in campo di scontro feroce.

Potrà sembrare inconsueto che un blog speleologico tratti questi avvenimenti e forse lo è, ma solo in parte. Nel 2011 la nostra associazione ha intrapreso lo studio delle Grotte Caetani di Cisterna di Latina. Come sempre, le indagini sono partite dalla contestualizzazione degli ipogei, realizzata con ricerche bibliografiche e di archivio. In breve ci si è resi conto della necessità di provare a ricostruirne la storia a ritroso, partendo dall’analisi degli eventi più recenti che avevano visto le grotte trasformarsi in rifugio per la popolazione civile. Da lì la consapevolezza di dover affrontare lo studio anche con l’intento di restituire, per quanto possibile, “memoria ai luoghi”.

Per ricostruire come la popolazione civile visse quei giorni abbiamo ascoltato i protagonisti dell’epoca e dato voce al volume “A nord del cielo di Anzio e Nettuno”. L’autore, padre Eugenio Calderazzo, era un frate  cappuccino che si trovava casualmente a Cisterna in visita alla famiglia e che rimase nelle grotte a fianco dei cisternesi. Il racconto ha un pathos che cresce con il passare dei giorni, di pari passo con il peggioramento della situazione sul campo di  battaglia, come peraltro confermano i dispacci dal fronte. Abbiamo allora unito gli uni agli altri, il racconto di Padre Eugenio e le relazioni dei comandi interessati e ne è nato un “diario” di rara intensità.

Cisterna aveva già subito altre due volte la totale distruzione: nel 1165, durante le lotte tra Federico Barbarossa e il papato e nel 1328, ad opera delle truppe di Ludovico il Bavaro. Nel gennaio 1944, a seguito dello sbarco, la popolazione di Cisterna sarà costretta a rifugiarsi per 48 giorni nei numerosi sotterranei scavati, mentre la sfortunata città sarà distrutta per la terza volta nella sua storia (Mariotti, 1968; Caldarazzo, 1966).

La già difficile storia di Cisterna

La origini di Cisterna sono antichissime come accertato da ritrovamenti preistorici nella zona. Poi però, nonostante la vicinanza di una grande opera pubblica come la via Appia e le due vicine stazioni di posta di Tres Tabernae e Ad Sponsas, allo stato delle conoscenze non è stato possibile accertare se il primario insediamento strutturato sia stato realizzato o meno su un impianto romano. Gli inizi certi di Cisterna come centro abitato risalgono all’VIII sec. d.C., quando vi fu costruita una vasta azienda agricola (domusculta). Nel 967 è attestato un “casale cisternae”, sotto il controllo dei Conti di Tuscolo, signori del Lazio meridionale; il casale divenne poi un castello fortificato dei Conti nel 1112 (castrum Cisternae). Nel 1146 i Frangipane presero il controllo del luogo trasformandolo in un borgo, protetto dalla Torre Frangipane che, ricostruita nel XIII secolo, domina ancora oggi l’abitato.

Nel 1165, durante le lotte tra Federico Barbarossa e il papato, Cisterna subì la prima distruzione.

La decadenza dei Frangipane portò già alla fine del XIII sec. il borgo sotto l’influenza dei Caetani. La prosecuzione degli scontri tra papato ed impero ebbero per conseguenza la seconda completa distruzione di Cisterna nel 1328, ad opera delle truppe di Ludovico il Bavaro.

Ciò che rimase della cittadella vide ancora tanti cambi di proprietà nel corso del XV secolo: dai Frangipane agli Orsini e da questi ai Caetani, che subirono numerose confische ed assassinii perpetrati da Alessandro VI Borgia, fino a quando papa Giulio II restituì loro le terre nel 1504. Da quel momento in poi Cisterna rimase feudo indiscusso dei Caetani. Nel 1560 la cittadina, divenuto nucleo agricolo di una certa importanza, assunse la configurazione di centro residenziale e amministrativo delle proprietà Caetani. Bonifacio Caetani iniziò la costruzione del grande palazzo inglobando l’antica torre Frangipane del XIII sec. e il pozzo-cisterna situato ancora oggi nel cortile centrale (Pennacchi, 2011).

La vita a Cisterna proseguì finalmente tranquilla. Trovandosi ai margini della grande palude fu interessata a vario titolo dalle numerose quanto sfortunate opere di bonifica della piana, sino a quella decisiva degli anni ‘30 intrapresa da Mussolini.

La vita nelle Grotte

Bollettino del Comando supremo delle Forze Armate. “Nelle prime ore del 22 (gennaio 1944 ndr) truppe Anglo-americane sono sbarcate ai due lati di Nettuno, sulla costa del Mar Tirreno…”.

A Cisterna la popolazione civile si trasferisce ovunque sotto terra, negli innumerevoli ambienti ipogei della città (cantine, cunicoli, gallerie) che prendono il nome dei proprietari: Grotte Caetani, Grotta Luiselli, Grotta Corsi, Grotta Paliani, Grotta Zampini, Grotta Carolina. E chissà in quante altre andate distrutte delle quali non si è conservata memoria.

Ed ecco il racconto di padre Eugenio, in corsivo virgolettato, unito alle notizie provenienti dal fronte.

22 gennaio 1944

Dal fronte: la mattina del 22 gennaio 1944 la 24° Brigata Guardie, avamposto della 1° Divisione di Fanteria britannica, effettua lo sbarco senza trovare alcuna opposizione: i due battaglioni tedeschi che si trovano in zona evitano di esporsi troppo. I porti di Anzio e Nettuno sono presi intatti e non ci sono truppe tedesche a presidiare la strada verso Roma.

“Centinaia di apparecchi sorvolano Cisterna, assordante rombo di motori, di mitraglia e di bombe. Come in un richiamo atavico si va sotto terra, nel tentativo di essere accolti in un grembo protetto”.

23 gennaio 1944

Attaccata al muro di pozzolana, tra due mazzetti di semprevivi, qualcuno ha appeso l’immagine di una dolce Madonna col bimbo. Vicino una lampada ad olio. Fa da sottofondo il pianto dei bimbi”.

Dal fronte: contrariamente alle prime già riportate considerazioni del Generale inglese Alexander, condivise da Churchill, ovvero l’opportunità di spingere avanti pattuglie mobili dotate di buona potenza di fuoco per prendere immediato contatto con il nemico, le prime settantadue ore vengono spese dal Generale americano Lucas in attacchi esplorativi di scarsa rilevanza in direzione di Cisterna e Campoleone, senza tentare alcuna avanzata. Entro la sera del giorno 23 le due divisioni sono al completo. Il generale Lucas si è limitato a rafforzare la testa di sbarco, preoccupandosi che venissero sbarcati automezzi e materiali. Quando decide di partire si trova di fronte 8 divisioni tedesche.

25 gennaio 1944

Dal fronte: Il generale Alexander riferisce che  la testa di sbarco può considerarsi ragionevolmente sicura. La 3′ divisione americana si trova a 5 Km da Cisterna e su tutto il fronte viene mantenuto il contatto con il nemico. Il 1° Battaglione Irlandese ed il 1° Scozzese vengono respinti mentre tentano di prendere Campoleone, ma anziché ripiegare, tengono la posizione.

“Il ricovero Caetani subisce il battesimo del sangue: usciti per attingere l’acqua muore un padre e due giovinetti rimangono feriti”.

26 gennaio 1944

“Nelle grotte Caetani fanno capolino i primi abusi e la prepotenza di alcuni inizia a dare fastidio. ‘Siamo tutti uguali’, ripetuto spesso, preoccupa. Hanno fiducia in me, nella mia ascendenza sacerdotale, e allora mi costituisco capo del ricovero. Si scappa dalla grotta di Luiselli in cerca di asilo in grotte più sicure. Scendo per benedire le vittime rimaste sepolte e trovo scene strazianti”.

Echi di guerra_IMG_2304_01-21-2014 

27 gennaio 1944

“Contrasto di luce e tenebre anche oggi: luce di sole nel cielo effuso di perle, tenebre di notte, sotterra, nelle grotte affumicate da lucignoli e qualche mozzicone di candela. Si celebra la messa di ringraziamento per lo scampato pericolo di ieri. Il parroco celebra un battesimo nella grotta Corsi. Cadono bombe sulla grotta Paliani seminando distruzione e morte”.

Dal fronte giungono gravi notizie: né Cisterna, né Campoleone sono state conquistate; la brigata Guardie ha respinto un contrattacco di fanteria e carri armati e ha fatto qualche progresso, ma si trova ancora a 2,5 Km da Campoleone, mentre gli americani sono sempre a sud di Cisterna.

28 gennaio 1944

“Raggiungo tutte le grotte per spiegare che il parroco Nardini ha abbandonato la città autorizzandomi a sostituirlo in ogni funzione, fatta eccezione per i matrimoni”.

29 gennaio 1944

“Boati agghiaccianti come venisse la fine del mondo danno a tutta la città sotterranea l’aspetto di una terrificante bolgia. Grida disperate, pianti e svenimenti. Si spengono anche i lumi e la grotta diviene oscura, come una tomba che sta per chiudersi su tanta vita. La grotta Zampini e Carolina si riempiono d’acqua proveniente dalle distrutte dal bombardamento della mattina. Alcuni volontari usciranno per andare a chiudere le saracinesche ed impedire il disastro”.

30 gennaio 1944

“Quasi ogni grotta ha avuto il suo battesimo di sangue. Le vittime vengono deposte in cimiteri improvvisati. Passi frettolosi lungo la scala di accesso alle Grotte Caetani: uno scoppio scuote la grotta, una granata è scoppiata all’ingresso. Da tutte le nicchie è vociare di grida e pianti, convulso chiamare di persone. Poi la tragedia appare in tutta la sua feroce realtà: due morti e due feriti”.

Dal fronte: il VI corpo d’armata americano guadagna un po’ di terreno, ma la 3′ divisione americana non riesce a conquistare Cisterna.

2 febbraio 1944

“In tutte le grotte continua la lotta per la vita: vite che soccombono e che germogliano. Cinque battesimi, compaiono come fiori alcuni nastri bianchi nelle grotte”.

Dal fronte: il generale Alexander visita nuovamente il fronte e manda a Churchill un nuovo rapporto sulla situazione. La resistenza tedesca si è accentrata intorno a Cisterna e a Campoleone. Non è possibile sferrare nuova offensiva fino a che non vengano conquistate le due località. La 3′ divisione americana si è battuta duramente per Cisterna negli ultimi giorni e gli uomini sono stanchi, demoralizzati e lontani ancora quasi un chilometro dal centro della città.

3-4 febbraio 1944

“Nelle grotte si cerca di ammazzare il tempo. Gli uomini giocano a carte o si prestano per la pulizia: le donne rammendano i pochi indumenti restanti, i bambini stanno ad osservare. Alle 16.30 giunge un gruppo di profughi proveniente dai vari borghi, ma il rifugio è già sovraffollato. Sono sette persone, li facciamo entrare per passar la notte, domani si vedrà…”.

Dal fronte: il 1° Battaglione Irlandese viene improvvisamente accerchiato e catturato dai tedeschi che tentano di condurli nelle proprie retrovie. Ne segue una colluttazione durante la quale 20 tedeschi restano uccisi e 9 fatti prigionieri.

Padre Eugenio racconta che il rifugio è già sovraffollato, nelle grotte ci sono ormai quasi cinquemila persone. Per avere un’idea di cosa significa vivere (non scendere durante i bombardamenti o dormirci la notte, ma vivere per 48 giorni) in tanti in un ambiente sotterraneo buio, illuminato con candele e non areato, basta guardare la planimetria delle Grotte Caetani. Per quanto si tratti di ambienti imponenti è evidente che le famiglie vivessero unite le une alle altre, senza privacy, senza spazio per stendersi e dormire contemporaneamente, senza vie di fuga in caso di rastrellamenti e rappresaglie o di crolli dovuti ai bombardamenti.

 

18-22 febbraio 1944

“I tedeschi ricominciano a scendere nelle nostre grotte: questa volta non per ubriacarsi, ma per rappresaglia. Nella mia ne sono scesi tre, armati di tutto punto, cercando uomini validi che sembrano scomparsi. Gli spiegano che non c’è più nessuno. Risalgono con rumore di scarponi ferrati”.

1 Marzo 1944

“È un mese e nove giorni che si vive nelle grotte! Quanto tempo ci si resterà ancora? Chi lo sa! Forse giorni, forse mesi… Nelle grotte ci si comincia ad abituare a non starci tanto male, ma qualcuno vuole starci meglio e vanta pretese, diritti…”.

3-6 marzo 1944

“I briganti nelle tenebre. Già nella mia grotta era sparita molta farina raccolta per il pane comune ai primi di febbraio e si era pensato che fosse stata venduta la mercato nero. Invece. Briganti veri e propri si aggiravano di notte a rubare gli oggetti nascosti da molte famiglie nei giardinetti delle abitazioni”.

14 Marzo 1944

“Siamo qui dentro da 45 giorni. I volti sono tutti uguali: sbiancati, dalle occhiaie infossate per estenuazioni e privazioni di ogni genere”.

Dal fronte: i tre battaglioni della 24° Brigata Guardie hanno perso l’ottanta per cento della forza ed il 1° Battaglione Irlandese ha cessato di esistere come forza combattente.

19 Marzo 1944: sfollare la città entro 24 ore!

“La mattina in molte grotte vi era stata una gara a  preparare un degno altarino per la celebrazione della Festa di San Giuseppe. L’ordine tedesco si diffonde in un baleno. O restare per morire bruciati da bidoni di benzina nelle grotte che, così purificate, sarebbero servite da casematte, oppure affrontare l’esilio verso ignorate destinazioni. Ci si prepara ad uscire dalle grotte. Ma dove andremo?”

I giorni delle grotte finiscono così. Il 19 Marzo del 1944 tutti gli abitanti di Cisterna vengono sfollati verso Roma e Velletri. Il legame con la storia è certamente ancor oggi l’aspetto più significativo delle grotte Caetani, tanto che Felice Poliani, ex sindaco di Cisterna, definiva le Grotte Caetani un “Tempio della Memoria”. Il 19 Marzo di ogni anno, a Cisterna, viene commemorato l’Esodo cisternese.

La battaglia andò avanti. Ad aprile gli americani riuscirono finalmente ad uscire dalla situazione di stallo conquistando Aprilia. A maggio, raggiunti dai rinforzi, sferrarono una dura offensiva che prese il nome di “Operazione Buffalo”: i tedeschi furono costretti a cedere Littoria (Latina) e si arroccarono su Cisterna orami deserta. Gli Alleati concentrarono qui i loro sforzi e dopo una battaglia durissima riuscirono ad entrare a Cisterna. La battaglia terminerà il 25 Maggio 1944. Nella foto di repertorio l’ingresso della 3°, 34° e 45° Divisione Rangers nel Palazzo Caetani dove i tedeschi si erano asserragliati. L’Agro Pontino era finalmente liberato… ma la città di Cisterna non c’era più, rasa al suolo con gli edifici distrutti per il 96%.

Le Grotte Caetani oggi

Il complesso ipogeo di Cisterna di Latina denominato “Grotte Caetani” conserva ancora l’accesso principale dalla scala elicoidale del Palazzo omonimo ed è costituito da una serie continua ed interconnessa di sotterranei scavati all’interno dell’esteso banco tufaceo sul quale è sorto il primo nucleo storico di Cisterna di Latina. Il risultato di dettaglio degli studi condotti è stato presentato all’VIII Convegno Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali (Ragusa, Settembre 2012) e pubblicato in atti. Ad esso si rimanda per una informazione completa.

In sintesi è possibile evidenziare che la planimetria dei sotterranei, proiettata sulla topografia attuale di Cisterna, restituisce l’evidenza che le “Grotte Caetani” non si sviluppano, in realtà, sotto al palazzo Caetani ma ne costituiscono un ingresso secondario affacciato verso il Fosso di Cisterna e la via Appia Antica; probabilmente associato a stalle o magazzini. Osservando la stessa planimetria proiettata sulla mappa del catasto Gregoriano si ha la conferma che anche in precedenza alcuni ambienti non erano correlati al palazzo nobiliare ma piuttosto alle abitazioni sovrastanti, comunicando con l’ipogeo principale attraverso aperture posticce realizzate verosimilmente durante I Giorni delle Grotte. Si tratta di pertinenze di alcune abitazioni che affacciavano sul Fosso di Cisterna, ancora individuabili nelle foto scattate prima della guerra (esposte nei locali del vecchio Municipio). È plausibile che anche le altre abitazioni allineate lungo il torrente disponessero di analoghe strutture sotterranee. Purtroppo la guerra e più di recente l’intubamento del Fosso di Cisterna hanno cancellato ogni eventuale traccia residuale.

L’analisi tipologica e strutturale delle Grotte condotta dai ricercatori del Centro Ricerche Sotteranee Egeria ha posto in evidenza che in realtà l’area sotterranea denominata Grotte Caetani non è un unicum ma deriva dall’unione di quattro distinte macro-zone, unite le une alle altre. L’unione delle Gallerie Caetani con i sotterranei della chiesa di San Pasquale per la necessità di dotare il rifugio sotto la chiesa di un secondo accesso, durante i Giorni delle Grotte, è riportato con chiarezza dalle fonti (Mariotti, 1968). Le maldestre aperture (brecce) presenti sui lati della grande cisterna sono invece controverse. Forse rese necessarie per raggiungere, durante i Giorni delle Grotte, gli ambienti lungo il fosso i cui ingressi erano crollati a causa dei bombardamenti tombando chi si era rifugiato in quella zona. Oppure procurate dai tedeschi che si erano asserragliati nel palazzo Caetani per creare transiti di piccole dimensioni più facilmente controllabili rispetto alle ampie gallerie e sale? Ecco come si presentano, oggi le quattro diverse zone.

Le Gallerie Caetani (in verde), pertinenza del palazzo omonimo, in alcuni casi rimaneggiamento di preesistenti strutture adattate alle necessità della residenza. Le ampie gallerie possono essere raggiunte ancor oggi dal Palazzo Caetani per mezzo della scala che percorsero i cisternesi durante i Giorni delle Grotte. È probabile che in questa prima zona i Caetani ospitassero magazzini, cantine e attività correlate alla produzione di vino e/o olio. Le tracce di incavi sulle pareti e sulla volta, ancora visibili, hanno fatto ipotizzare la presenza di un torchio per la spremitura di uva o olive.  La scala elicoidale raggiungeva anche le cucine (attuale sala dei Presepi) e poteva consentire il trasporto a dorso di mulo di derrate alimentari o altro. Anche gli ambienti secondari tutt’oggi visibili (camere laterali di grandi dimensioni) potevano essere stalle o magazzini, anche se gli eventi narrati hanno cancellato ogni indizio di eventuale diversa funzione.

I sotterranei della Chiesa di San Pasquale Baylon ( in rosso ) sono raggiungibili dall’ultima camera a sinistra delle Gallerie Caetani, con una risalita da attrezzare con scala o corda. Questa zona costituiva una struttura altra rispetto ai sotterranei del Palazzo Caetani, collegata alla soprastante Chiesa di San Pasquale Baylon oggi scomparsa, ma ancora presente nell’attuale toponomastica cisternese e della quale è ancora ben visibile, all’esterno, parte del basamento. Il passaggio che oggi la congiunge alle gallerie Caetani è stato realizzato durante la II Guerra Mondiale.

La grande cisterna sotterranea ( in blu) era in origine strutturalmente separata dalle Grotte Caetani e dalle cantine che descriveremo nel seguito. Gli attuali passaggi sono in realtà “brecce” realizzate nelle mura di contenimento della cisterna. Le aperture dalle quali si accede sembrano relativamente recenti, realizzate forse durante la Seconda Guerra Mondiale per l’adattamento dei sotterranei a rifugio. All’estremità sud è presente una struttura ad arco ogivale, che separa il pozzo circolare, distinto dalla cisterna stessa e chiuso in alto da tavelloni moderni. All’estremità nord si nota un corposo e vasto interramento proveniente dal fosso esterno. La posizione dell’unico pozzo presente, posto approssimativamente al di sotto dell’attuale Via delle Scuderie, suggerisce che l’opera potesse essere anche collegata alle scuderie del palazzo Caetani, ragionevolmente collocate proprio in questa zona, tra la summenzionata strada e Via del Pozzo di Nerone.

Sono infine identificabili, con accessi sul lato est della cisterna, un ipogeo quasi del tutto ostruito da frane ed una serie di ipogei comunicanti tra loro (in giallo) fra i quali di notano almeno cinque ambienti che, pur oggi collegati fra loro, conservano tratti che li differenziano profondamente, li attribuiscono a funzioni diverse e in taluni casi li correlano alle abitazioni soprastanti.

Ecco l’esempio di come una indagine speleologica in cavità artificiali può contribuire a ricostruire frammenti della nostra storia, più o meno recente.

Carla Galeazzi©Egeria Centro Ricerche Sotterranee

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Opere citate

P. Caldarazzo da Montefusco E., 1966, A nord del cielo di Anzio e Nettuno. Tipografia Leone, Foggia.

Galieti A., 1948, Le origini medievali di Cisterna Neronis. Archivi della Società Romana di Storia Patria, Volume LXXI, pp.89-108, Roma.

Mariotti U., 1968, Storia di Cisterna, Latina.

Pennacchi L. M., 2011, Cisterna e i Caetani. Arte e committenza fra Cinquecento e Settecento. Dalai Editore.

 

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Cisterna di Latina: scoperte e misteri irrisolti. Ne parla venerdi 14 dicembre l’associazione Egeria CRS di Roma

Venerdi 14 Dicembre, alle ore 17.30, Biblioteca Comunale Cisterna di Latina (ingresso da Piazza Caetani)

Le Grotte Caetani foto A. De Paolis Copyright Egeria CRS

Presentiamo le esplorazioni speleologiche condotte dalla nostra Associazione nella zona fra Cisterna e Cori dal 1999 al 2012. Un racconto che attraversa il tempo, la storia antica dell’insediamento cisternese e gli eventi più recenti della Seconda Guerra Mondiale, concentrandosi prevalentemente sulle Grotte Caetani, destinate a diventare il nuovo fiore all’occhiello del complesso museale di Palazzo Caetani.

Saranno presentati in anteprima i dodici pannelli didattici realizzati dalla nostra Associazione e destinati ad arricchire il percorso di visita delle Grotte.

Le grotte Caetani foto A. De Paolis copyright Egeria CRS

Interverrà il Sindaco di Cisterna Antonello Merolla, la dottoressa Marta Libera Pennacchi Direttrice del Museo di Palazzo Caetani, il Consigliere Comunale Alfio Cicchitti e per la nostra Associazione Carla Galeazzi, Carlo Germani e Luigi Casciotti che si alterneranno al microfono mettendo in luce aspetti diversi degli studi fin qui condotti.

Ingresso libero. Vi aspettiamo.

Egeria Centro Ricerche Sotterranee

Logo Egeria CRS

 

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Incontri di speleologia e archeologia veliterna, programma giugno 2012

   

COMUNE DI VELLETRI ASSESSORATO ALLA CULTURA

in collaborazione con

Centro Studi e Ricerche di Archeologia Storia ed Arte “Oreste Nardini”

Presentano il ciclo di conferenze

“Incontri di speleologia e archeologia veliterna. Studi e ricerche a Velletri e dintorni, dal ‘700 ad oggi”

 Sala della Biblioteca Comunale “Augusto Tersenghi”

Piazza Cairoli n. 54 – Velletri

 

Programma

Giovedì 7 giugno 2012

ore 16,15 – 17,15

M. Lilli (Docente a contratto di metodologia e tecnica della ricerca archeologica e di Topografia antica)

“Velletri. Carta Archeologica. Documentazione dei siti indagati tra settecento e novecento”

ore 17,30 – 18,30

M. Nocca (Professore di Storia dell’Arte presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma)

“Scavi archeologici a Velletri tra settecento e novecento”

Giovedì 14 giugno 2012

ore 16,15 – 17,15

S. Gotti (pittore e appassionato di preistoria)

“Il sito e i resti umani di Cisterna nel panorama del Neolitico laziale” (le vicende della scoperta del sito e i materiali rinvenuti)

ore 17,30 – 18,30

M. Rolfo (Docente di Paletnologia dell’Università di Roma “Tor Vergata” e collaboratore della Soprintendenza Archeologica per il Lazio)

“Il sito e i resti umani di Cisterna nel panorama del Neolitico laziale”

Giovedì 21 giugno 2012

ore 16,15 – 17,15

C. Germani (Egeria Centro Ricerche Sotterranee – Roma)

Ricerche speleologiche nell’emissario del lago di Giulianello ed altri sistemi idraulici dei Colli Albani”

ore 17,30 – 18,30

C. Galeazzi (Egeria Centro Ricerche Sotterranee – Roma, Hypogea Ricerca e Valorizzazione CA, CNCA SSI)

“I giorni delle grotte. Esplorazione e documentazione speleologica delle Grotte Caetani a Cisterna (Latina )”

Giovedì 28 giugno 2012

ore 16,15 – 17,15

L. Drago (Docente di etruscologia e antichità italiche presso l’Università degli Studi “La Sapienza” – Roma)

“Progetti di ricerca della Università di Roma La Sapienza nel territorio di Velletri”

ore 17,30 – 18,30

A. Morandi (ex Docente di epigrafia italica presso l’Università degli Studi “La Sapienza” – Roma)

“La lingua dei Volsci”

INGRESSO GRATUITO

Per informazioni: giorgio.manganello@libero.it – Tel. Cell. 339 7316721 – 38

 

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The days of the Caves: echoes of war caught in Cisterna rocks.

As in every unresolved analysis, in Cisterna di Latina there are those who charge of the events the Americans, who did not dare to proceed qickly toward Rome after the landing at Anzio, and those who charge the Germans, retiring savagely as wounded wild beasts, with the vicious fury of the last moments. In the uncertainty of the last days of January 1944, waiting for the final showdown, with the known result, but that could have ended much earlier, the population of Cisterna wakes up with the illusion that the landing really means the end of the second world war. In a few hours it becomes clear that it is not so: after years of war, the population is on the point of suffering the further terrible trial of seeing the town transformed in a battle field. A battle field on which will take place some decisive facts of a war that has already upset the whole world.

Bullettin of the High Command of the Armed Forces.

“In the first hours of January 22 Anglo-american troops landed at both sides of Nettuno, on the Thyrrenian sea coast…”.

January 22, 1944. Hundreds of planes fly over Cisterna, deafening rumble of motors, machine guns and bombs. As inspired by an atavic call, people go underground, in the attempt of being harbored in a protective womb. The inhabitants of Cisterna are not yet aware of it, but they are beginning a “life in the caves”, in the countless underground ambients of the town (cellars, burrows, tunnels) named after the owners of the buildings above: Caetani Caves, Luiselli Cave, Corsi Cave, Paliani Cave, Zampini Cave, Carolina Cave.

The days of the caves last from January 22 to March 19, 1944. The greatest tragedy of Cisterna, that along the millennia had already suffered so many assaults and destructions, is told by Father Eugenio Calderazzo, in the book “North of the sky of Anzio and Nettuno”.  The capuchin friar was in Cisterna to visit his family and will stay in the caves together with the population for almost fifty days. His story describes the events vividly as in a movie that nobody would ever have desired to see, but that today gives precious and fundamental elements to reconstruct the history of the cave days.

January 23, 1944. “Somebody has hanged the image of a sweet Madonna with child on the tufa wall, between two bunches of evergreen. Nearby an oil lamp. As background, the children crying.”

January 25, 1944. “The Caetani shelter suffers the baptism of blood: a father dies and two boys are wounded; they have gone outside to draw water.”

January 26, 1944. “People flee from Luiselli Cave looking for shelter in safer caves. I go down to bless the victims that lie buried and find heartbreaking scenes.”

January 29, 1944. “Dreadful rumbles as if the end of the world is coming give to the whole underground community the appearance of a terrifying bedlam. Desperate screams, cries and faintings. Also the light goes out and the cave becomes dark, as a tomb on the point of closing on so much life.”

February 2, 1944. “In all the caves the struggle for life goes on: lives that succumb and lives that germinate. Five baptisms, few white ribbons appear as flowers in the caves.”

February 18-22, 1944. “The Germans begin to come down again into our caves: this time not to get drunk, but for retaliation….”

The 48 days in the caves end on March 19, 1944. For nothing the inhabitants of Cisterna have stayed underground with the hope that the battle would move elesewhere, or would cease. They come out of the caves on the day of Saint Joseph. They have pale and haggard faces, and hollow eyes. They have suffered mournings, deprivations, cold, darkness and the difficulty of living in thousands in narrow spaces. For nothing the sacrifices to remain close to one’s own house and land. On the ouside, they find a town completely destroyed and the order to leave, to evacuate within 24 hours. Now the Germans want also the caves…

From April to December 2011 our association, pertaining to the National Commission Artificial Caves SSI (the study group composed by the major Italian experts in the field of artificial caves), has “lived” long in the Caetani Caves in Cisterna, thanks to an agreement between the Municipality and the Italian Speleological Society. The accurate documentation of the hypogea includes a topographic survey, a geologic analysis, CAD topographic report, air analysis, photographic report, the guidelines for a route suitable also for not-speleologists (route that will be very likely added to the present one), and the production of some didactic panels, which summerize the accomplished work.  Also in this case we have dealt with our work with the aim to restore, as far as possible, a “memory to the place”. An opportunity reserved to whom, having been involved in speleologic activity in artificial cavities for many years, faces his task going back in time, in order to give an answer to the basic questions. Who has carried out the work? Why? When? How? By disclosing the technical devices used in the construction and the different usages over time.

From our study have also arisen interesting hints for continuing the investigations, to be performed in 2012; our main aim will be the study of the ancient hydraulics and the attempt to understand how, in a region so rich in water, there has been – over the centuries – the necessity of so many water reservoirs (cisterns). A more complete report have had published in Proceedins of VIII Convegno Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali (Ragusa, september 2012).

Di Carla Galeazzi, traduzione testo Vittoria Caloi ©Egeria Centro Ricerche Sotterranee

 

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Cisterna di Latina (LT). I sotterranei del Palazzo Caetani

In collaborazione con la CNCA SSI la nostra associazione sta conducendo lo studio dei sotterranei di Cisterna di Latina (Lazio) denominati “Grotte Caetani”.

http://test2.comune.cisterna.latina.it/stampa_news.php?Id=2638

Si tratta di vaste gallerie, cantine, sotterranei di chiese ormai scomparse che compongono un vasto reticolo sotterraneo dove trovarono rifugio durante la seconda Guerra Mondiale circa quattromila cisternesi.

L’indagine speleologica è mirata a ricostruire le fasi di scavo ed utilizzo delle varie cavità che oggi appaiono in collegamento, ma che in passato avevano funzioni ed ingressi ben distinti.

 Entro la fine di novembre saranno resi noti i risultati delle indagini.

La zona di Cisterna  ci aveva riservato piacevoli scoperte già qualche anno fa, quando grazie alla segnalazione di un abitante scoprimmo in località Macchia San Biagio la Grotta San Biagio, una cavità naturale  formata in una lente travertinosa e, al confine con il comune di Cori, una grande cisterna per la conservazione dell’acqua da collegare con buona probabilità all’antichissimo abitato di Ulubrae.

 

 

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