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Archivi tag: emissari artificiali

Gli emissari artificiali. Un sito web dedicato è ora in rete

La presenza sul territorio italiano di opere idrauliche risalenti ad epoche passate costituisce un elemento di notevole importanza storica, che testimonia la capacità dell’uomo di adattarsi alle caratteristiche naturali dell’ambiente e l’abilità ingegneristica nel costruire opere di controllo del territorio. È un patrimonio culturale diffuso, spesso così rilevante da costituire un segno identificativo del paesaggio antropizzato.

Nell’Italia centrale esistono numerosi contesti geomorfologici (laghi di origine vulcanica, polje carsici) che hanno reso necessaria, nel corso dei secoli, la realizzazione di emissari sotterranei per la regolazione dei livelli idrici di specchi d’acqua permanenti e/o temporanei. Tali interventi sono stati frequentemente progettati ed eseguiti per diverse finalità antropiche, quali l’attività agricola, o per convogliare le risorse idriche verso insediamenti abitativi: gli Etruschi e poi i Romani, tra il VI sec. a.C. e il II d.C., scavarono imponenti gallerie per mezzo delle quali riuscirono a regimare numerosi bacini.

Da qualche anno ci stiamo occupando della classificazione e censimento delle antiche opere idrauliche sotterranee: la Carta degli Antichi Acquedotti della quale si configura come naturale corollario il Censimento delle altre opere idrauliche antiche, quali gli emissari dei laghi vulcanici o dei polje carsici dell’Italia centrale.

Per divulgare gli studi ed i contributi pubblicati sugli emissari artificiali, maggioranza dei quali situati nella zona dei Colli Albani, è stato recentemente messo in rete il sito http://www.emissarialbani.wordpress.com con belle immagini, contributi e video scaricabili gratuitamente. Vi invitiamo a seguirlo e se di vostro gradimento aiutarci a divulgarlo.

Carla Galeazzi

 

 

 

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Castel Gandolfo (RM): è partito il Progetto Albanus

Sabato 31 Agosto 2013 la Federazione dei gruppi speleologici del Lazio per le cavità artificiali Hypogea ha varato ufficialmente il “Progetto Albanus: studio e  documentazione dell’antico emissario Albano” che ha ottenuto l’autorizzazione della Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e dell’Ente Parco Castelli Romani. Nella giornata di sabato è stato effettuato il primo sopralluogo speleologico esplorativo del sito. Hanno preso parte all’esplorazione venti speleologi e speleo subacquei dei tre gruppi afferenti ad Hypogea.

L’emozione di immergersi in una struttura realizzata 2410 anni fa è stata indescrivibile.

L’emissario Albano (comune di Castel Gandolfo) è il più noto fra le molte strutture di regimazione dei laghi vulcanici dei Colli Albani ed è anche l’unico citato da fonti storiche (Tito Livio V, 15; Dionigi d’Alicarnasso I, 66 e Piranesi). La tradizione storica colloca l’emissario Albano tra i più arcaici reperti documentati dell’opera cunicolare romana, secondo solo alla costruzione della Cloaca Massima. Ma non mancano ipotesi che attesterebbero la realizzazione dell’emissario in epoca ancora più antica (V. Castellani, 1999).

Fu realizzato per regolare il livello del lago di Albano, privo di un emissario naturale, in caso di eccessivo innalzamento delle acque, rendendo abitabili e coltivabili le rive del lago. Si tratta di un’opera di straordinario valore storico, archeologico e speleologico sino ad oggi scarsamente indagata per l’oggettiva difficoltà di percorrenza dello speco, quasi completamente allagato. La presenza di imponenti depositi concrezionali rende inoltre l’accesso dall’incile percorribile solo con tecniche speleo-subacquee. L’emissario fu esplorato parzialmente nel 1955 e nel 1958 da Dolci, nel 1958 da Chimenti e Consolini e nel 1978 da Vittorio Castellani che, con Cardinale e Vignati, stese per la prima volta il rilievo completo della struttura dopo numerose ed impegnative ricognizioni che tuttavia non consentirono di percorrere interamente lo speco.

La complessità delle operazioni suggerisce di preventivare la durata delle attività esplorative e di studio su un intervallo temporale di almeno tre anni. La campagna di studi denominata “Progetto Albanus”, sarà condotta dai tecnici e ricercatori di Hypogea in stretta collaborazione con la Soprintendenza e con l’obiettivo di esplorare, studiare e documentare l’antico emissario. Il progetto è dedicato alla memoria del Prof. Vittorio Castellani, insigne accademico e speleologo (http://www.speleology.it/vittorio.html).

Gli studi di dettaglio potranno essere svolti successivamente all’acquisizione di dati più recenti e consentiranno di verificare lo stato attuale dei luoghi, effettuare un rilievo topografico della struttura con moderna strumentazione e restituzione CAD, acquisire la documentazione fotografica e filmata ed effettuare le necessarie analisi ambientali per valutare la possibilità di un intervento – almeno parziale – di bonifica del condotto, la tutela del sito e fornire suggerimenti in ordine alla sua valorizzazione.

Il contributo e l’esperienza delle organizzazioni speleologiche afferenti ad Hypogea (A.S.S.O, Centro Ricerche Sotterranee Egeria e Roma Sotterranea) è imprescindibile in quanto l’esplorazione presenta tutte le difficoltà peculiari degli ambienti ipogei quali la presenza di tratti allagati, la necessità di muoversi in stretti cunicoli superando zone concrezionate, crolli e probabili dissesti e la progressione richiede l’utilizzo di specifiche tecniche speleologiche e speleosubacquee ormai ampiamente collaudate, che possono trovare sintesi solo in un gruppo di lavoro multidisciplinare quale il nostro.

HYPOGEA (www.hypogea.it) nasce dalla volontà condivisa di unire le esperienze e le professionalità di tre affermate organizzazioni operanti da più di un decennio nel settore della documentazione scientifica delle cavità artificiali.

A.S.S.O, Egeria Centro Ricerche Sotterranee e Roma Sotterranea hanno fatto convergere in questa realtà federativa le rispettive competenze tese alla conoscenza, salvaguardia, valorizzazione e tutela del patrimonio ipogeo.

Hypogea si occupa di ricerca, studio, salvaguardia, valorizzazione e tutela del patrimonio ipogeo, con particolare riguardo alle cavità artificiali di interesse storico archeologico o che presentino un potenziale fattore di rischio. Esplora e documenta ipogei artificiali di interesse storico ed archeologico attraverso ricerche e progetti che ne accrescono la valenza scientifica.

Promuove iniziative, anche di carattere legislativo, tese a tutelare e valorizzare le cavità artificiali che presentino caratteristiche storico- archeologiche di interesse.

La Federazione, direttamente e attraverso i gruppi ad essa associati, è rappresentata ed accreditata presso numerose realtà del mondo scientifico, speleologico, accademico, archeologico.

Collabora con le Istituzioni preposte alla tutela del patrimonio storico ed archeologico e con gli Enti Nazionali o Locali interessati alla conoscenza e alla identificazione di cavità artificiali, alla loro messa in sicurezza e alla progettazione di percorsi sotterranei turistico-culturali fruibili anche dal grande pubblico. È associata alla Società Speleologica Italiana, ed è componente della relativa Commissione Nazionale Cavità Artificiali. È rappresentata nella Union International de  Spéléologie – Commission on Speleology in Artificial Cavities. Collabora con associazioni di volontariato, strutture di comunicazione e documentaristica e con la Protezione Civile.

 

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