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Archivi tag: cavità artificiali

Gli emissari artificiali. Un sito web dedicato è ora in rete

La presenza sul territorio italiano di opere idrauliche risalenti ad epoche passate costituisce un elemento di notevole importanza storica, che testimonia la capacità dell’uomo di adattarsi alle caratteristiche naturali dell’ambiente e l’abilità ingegneristica nel costruire opere di controllo del territorio. È un patrimonio culturale diffuso, spesso così rilevante da costituire un segno identificativo del paesaggio antropizzato.

Nell’Italia centrale esistono numerosi contesti geomorfologici (laghi di origine vulcanica, polje carsici) che hanno reso necessaria, nel corso dei secoli, la realizzazione di emissari sotterranei per la regolazione dei livelli idrici di specchi d’acqua permanenti e/o temporanei. Tali interventi sono stati frequentemente progettati ed eseguiti per diverse finalità antropiche, quali l’attività agricola, o per convogliare le risorse idriche verso insediamenti abitativi: gli Etruschi e poi i Romani, tra il VI sec. a.C. e il II d.C., scavarono imponenti gallerie per mezzo delle quali riuscirono a regimare numerosi bacini.

Da qualche anno ci stiamo occupando della classificazione e censimento delle antiche opere idrauliche sotterranee: la Carta degli Antichi Acquedotti della quale si configura come naturale corollario il Censimento delle altre opere idrauliche antiche, quali gli emissari dei laghi vulcanici o dei polje carsici dell’Italia centrale.

Per divulgare gli studi ed i contributi pubblicati sugli emissari artificiali, maggioranza dei quali situati nella zona dei Colli Albani, è stato recentemente messo in rete il sito http://www.emissarialbani.wordpress.com con belle immagini, contributi e video scaricabili gratuitamente. Vi invitiamo a seguirlo e se di vostro gradimento aiutarci a divulgarlo.

Carla Galeazzi

 

 

 

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Su Opera Ipogea 1/2015 Acquedotto Traiano: la scoperta del dimenticato ramo di Santa Fiora

Copertina della rivista Opera Ipogea 1/2015. Un particolare dell’acquedotto Traiano, ramo di Santa Fiora, foto Carlo Germani archivio EGERIA CRS

Abstract dell’articolo

L’acquedotto Traiano, realizzato per volere dell’imperatore Traiano nel 109 d.C., è il decimo degli undici ac­quedotti di Roma antica. Raccoglieva le acque di molte sorgenti attorno al lago di Bracciano, sui monti Sa­batini, e raggiungeva Roma con un percorso in gran parte sotterraneo. Uno dei caput aquae dell’acquedotto era situato a SE di Oriolo Romano, in una zona nota oggi come Santa Fiora. Da qui un condotto scendeva verso il lago per ricongiungersi con il collettore circumlacuale. Il ramo proveniente da Santa Fiora fu taglia­to in un’epoca imprecisata tra il VI e il IX secolo e mai più ripristinato, tanto da essere del tutto dimenticato. Gli speleologi del CRS Egeria e di Roma Sotterranea, effettuando una accurata indagine sul territorio, lo hanno riscoperto ed esplorato e ne hanno ricostruito dettagliatamente il percorso. Vengono illustrate le ca­ratteristiche costruttive del condotto e dei pozzi. Viene infine discusso il modo con cui le acque superavano il notevole dislivello esistente tra le sorgenti e il lago.

Parole chiave: Cavità artificiali, antichi acquedotti sotterranei, acquedotti romani, Roma, Traiano, Aqua Traiana.

 

 

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HYPOGEA2015

Apertura congresso Hypogea2015. Foto Antonio De Paolis (Archivio Egeria CRS).

Si è svolto a Roma dall’11 al 17 marzo 2015 il Congresso Internazionale di speleologia in cavità artificiali Hypogea 2015. L’evento è stato organizzato da Hypogea, Federazione dei Gruppi speleologici del Lazio per la ricerca e la valorizzazione delle cavità artificiali fondata da tre importanti realtà nel settore dell’esplorazione e documentazione di cavità artificiali: ASSO, Egeria e Roma Sotterranea.  Tenuto sotto l’egida della International Union of Speleology e della Società Speleologica Italiana, ha ottenuto il patrocinio del Consiglio Nazionale delle Ricerche – Dipartimento Scienze del Sistema Terra e Tecnologie per l’Ambiente, Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica, del Parco Regionale dei Castelli Romani e della Società Italiana di Geologia Ambientale.

Sessioni congressuali presso la Sala Marconi del CNR. Foto Antonio De Paolis (Archivio Egeria CRS).

Hanno preso parte al congresso circa 150 studiosi provenienti da: Austria, Armenia, Bulgaria, Repubblica Ceca, Croazia, Francia, Georgia, Germania, Inghilterra, Italia, Israele, Svizzera, Stati Uniti e Turchia che si sono confrontati su molteplici tematiche ed esposto i risultati di importanti ricerche multidisciplinari. Oltre a relazioni su specifiche aree sotterranee, è stato possibile condividere e discutere temi trasversali all’attività come lo studio e censimento delle antiche opere idrauliche e di culto, le nuove tecnologie impiegate nell’esplorazione e nel rilievo topografico delle cavità artificiali, l’analisi di particolari speleotemi presenti nelle strutture sotterranee di origine antropica, le opere minerarie e il relativo rischio esplorativo, le esplorazioni speleo subacquee in cavità artificiali e il confronto tra le diverse tipologie si cavità artificiali presenti nei vari paesi, la loro schedatura e codifica.

La segreteria del Congresso Hypogea2015. Foto Antonio De Paolis (Archivio Egeria CRS).

Coerentemente agli standard scientifici internazionali, il Congresso si è tenuto in lingua inglese ed in inglese sono stati prodotti gli atti ed i poster.

Proceedings of International Congress of Speleology in Artificial Cavities HYpogea2015.     Proceedings of International Congress Hypogea2015

Ad integrazione delle attività di studio si sono svolte visite e tre tour post congressuali in ipogei particolarmente significativi di Roma e del Lazio. Condotte in italiano, inglese, tedesco e russo le visite hanno permesso ai partecipanti di “viaggiare” in un arco temporale di 23 secoli (dal VI secolo a.C. al XVII d.C.) ripercorrendo emissari arcaici, mitrei, antichi acquedotti, cave e domus di epoca romana, ninfei e celle dell’inquisizione.

Visite agli ipogei di Roma Congresso Hypogea2015. Foto Antonio De Paolis (Archivio Egeria CRS).

Per Roma si è trattato di una prima volta. Non era mai successo che la città ospitasse un appuntamento scientifico di tale rilevanza su un tema che dovrebbe vederla particolarmente impegnata per le molteplici ricadute di carattere scientifico, divulgativo, speleologico, archeologico, di rischio e di sviluppo. Le sessioni congressuali si sono svolte presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche, sede ideale per sottolineare la valenza multidisciplinare che la speleologia in cavità artificiali riveste e le peculiari competenze che l’esplorazione e lo studio di tali strutture richiedono.

Il Comitato Organizzativo del Congresso HYPOGEA2015. Foto Boaz Zissu, per gentile concessione.

La tavola rotonda conclusiva si è tenuta nella sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini, accogliendo diverse personalità che hanno accettato di confrontarsi sulle tematiche della ricerca, tutela, protezione, rischio, valorizzazione e documentazione delle cavità artificiali.

Tavola rotonda Mundus Subterraneus in conclusione del Congresso presso la Sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini. Foto Antonio De Paolis (Archivio Egeria CRS).

Il Congresso Hypogea 2015 ha anche segnato un punto decisivo nella condivisione delle esperienze di ricerca e studio in campo internazionale e le 550 pagine del volume degli atti – curati da Mario Parise, Carla Galeazzi, Roberto Bixio e Carlo Germani e resi disponibili sin dal primo giorno sia in forma cartacea che elettronica – sono rappresentativi del valore dell’evento con i suoi 37 poster esposti e discussi e le 36 relazioni presentate.

Tavola rotonda Mundus Subterraneus. Congresso Hypogea2015. Foto Antonio De Paolis (Archivio Egeria CRS).

Il prossimo Congresso Internazionale sul tema si svolgerà in Turchia nel 2017 e, con nostro grande piacere, il Comitato Organizzatore ha manifestato l’apprezzamento per l’evento romano chiedendo la possibilità di utilizzo del brand. A presto quindi con “Hypogea 2017” http://www.hypogea2017.com

Il Comitato Organizzativo di Hypogea 2015                                        

Roma, 18 marzo 2015

La torta di festeggiamento. Foto Boaz Zissu, per gentile concessione.

 

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HYPOGEA2015 l’evento si avvicina

A Roma, dall’11 al 17 marzo 2015, presso la Sala Marconi del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)  si terrà HYPOGEA2015: il primo CONGRESSO INTERNAZIONALE DI SPELEOLOGIA IN CAVITA’ ARTIFICIALI. E’ la prima volta che la città di Roma ospita un evento speleologico di così ampio respiro e di rilievo internazionale. Una città che ha la grande fortuna di avere un immenso patrimonio sotterraneo di bellezza che deve essere, al pari con quello dei suoi monumenti noti in tutto il mondo, reso noto, tutelato e valorizzato. Dalla Russia alla Turchia, dall’Armenia ad Israele, alla Georgia, Svizzera e Croazia e con una forte presenza Italiana, numerosi esperti e speleologi si incontreranno per presentare e discutere le esperienze acquisite nel campo delle indagini speleologiche e speleosubacquee in cavità sotterranee artificiali.

Città sotterranee, catacombe, cave, chiese rupestri, antichi acquedotti ed emissari, miniere ormai dismesse. Sono solo alcune delle tipologie di cavità artificiali riscoperte che verranno presentate e confrontate nel corso del congresso. Particolare attenzione sarà anche rivolta agli incontri per la definizione di standard internazionali attraverso l’adozione di simbologia cartografica comune, l’adozione di una rete informatica internazionale condivisa a livello mondiale e la possibilità di estendere al consesso internazionale progetti italiani di rilevante importanza, come la Carta degli Antichi Acquedotti.

Un momento importante, rivolto alla realtà italiana, sarà la conferenza-dibattito del sabato mattina che porrà a confronto gli esperti e gli Enti preposti alla tutela del patrimonio storico, culturale e ambientale del mondo ipogeo in Italia con particolare riguardo alla valutazione standardizzata degli aspetti di valorizzazione e rischio dell’ambiente sotterraneo quali crolli, frane, inquinamento e utilizzo del sottosuolo da parte della criminalità; rilevazione sistematica delle valenze storiche, culturali, archeologiche in ottica di conoscenza, tutela e valorizzazione; itinerari sotterranei turistici: analisi dello stato dell’arte attraverso un primo censimento delle strutture ipogee turistiche italiane ed europee; analisi dei risvolti occupazionali ed eventuali permessi di utilizzo degli ipogei artificiali con valenza storica e culturale.

Durante il Congresso saranno organizzate visite guidate ad alcuni ipogei romani di straordinario interesse, raramente accessibili, e tre giornate di escursioni esplorative nel territorio dei Colli Albani, della Sabina e della Narni sotterranea.

Il Congresso è organizzato da HYPOGEA, la Federazione dei Gruppi Speleologici del Lazio per le Cavità Artificiali di cui fanno parte le associazioni speleologiche A.S.S.O. Onlus, Egeria Centro Ricerche Sotterranee e Roma Sotterranea. Enti patrocinanti del  Congresso sono la Società Speleologica Italiana, l’International Union of Speleology e il Parco Regionale dei Castelli Romani.

Partner ufficiali del Congresso sono il Gruppo Storico Romano, l’Associazione Subterranea, il Gruppo Speleologico Vespertilio, Scintilena Notiziario di Speleologia e Rome Insider. La lingua ufficiale del Congresso è l’inglese.

Il programma del Congresso e tutte le informazioni di riferimento sono disponibili sul sito: hypogea2015.hypogea.it

 

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Gallicano: valorizzare l’Agro Romano Antico

Sabato 4 ottobre la Tenuta di Passerano ha ospitato il concorso fotografico “Gallus Canit”, evento che si inserisce in una serie di azioni  tese a conservare e valorizzare l’Agro Romano Antico. L’evento è stato promosso dal Consigliere Comunale di Gallicano dott. Mario Galli. Ha ottenuto il patrocinio del Dipartimento di Lettere dell’Università Tor Vergata di Roma e della nostra Associazione. Sono intervenuti Urbano Barberini e Marina Pennini (Ass. Salviamo Ponte di Lupo), il dott. Zaccaria Mari (Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio), Carla Galeazzi (Egeria CRS) e molti cittadini interessati alla tutela di una delle aree del Lazio più interessanti dal punto di vista archeologico, storico e culturale. Presente la blogger e critica teatrale Alice Palombarani, (http://www.occhiapertiblog.it) in veste di spettatrice interessata anche alla salvaguardia del patrimonio paesaggistico dell’area.

I nostri precedenti articoli sulla zona: https://speleology.wordpress.com/2012/04/22/ponte-sodo-gabii-palestrina/ e le precedenti azioni di richiesta di tutela dell’area https://speleology.wordpress.com/tag/indagini-speleologiche-ponte-terra/

http://www.osservatorelaziale.it/source/articolo/stampa.asp?arthttp://www.osservatorelaziale.it/source/articolo/stampa.asp?art

 

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