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L’Acquedotto dell’Eremo di Camaldoli

10 Mar

Ancora al Tuscolo. Da un anno cerchiamo di ricostruire l’idraulica antica della zona, di grande interesse storico archeologico per essere stata insediamento pre-romano, romano e medievale. Altri ricercatori se ne sono occupati prima di noi, restituendo però un quadro parziale delle conoscenze. In dicembre eravamo ormai certi di aver messo ogni tessera del mosaico al proprio posto e che l’acquedotto che avevamo ritrovato fosse proprio quello di Camaldoli che tutti andavamo cercando da anni. Poi i dubbi di Giulio Cappa (uno dei maggiori esperti delle cavità artificiali del Lazio) ci avevano impensierito…

Mai dare per sicuro nulla, fino a che non hai prove certe. E a noi la “prova” numero uno mancava. Per essere sicuri che si trattasse proprio dell’acquedotto che stavamo cercando avevamo due possibilità: entrare dal convento e calarci nel cunicolo idraulico oppure trovare l’altro capo del tubo in pvc arancione che scompariva al fondo di uno dei rami esplorati in precedenza.

La prima ipotesi era impercorribile perché il convento, di stretta clausura (maschile), ammonisce i visitatori con un cartello sul portone che dice “vietato chiedere permessi di ingresso, anche a scopo devozionale”. Figurati chiedendogli un permesso per l’esplorazione dell’acquedotto! La seconda era logica e fattibile, ma dopo aver battuto il piano di calpestio in lungo e largo ci eravamo convinti che un tratto del condotto fosse ormai collassato. E Giulio ci incalzava con i suoi dubbi.

Siamo tornati sul pianoro con il rilievo e le direzioni dei rami già esplorati e proiettato idealmente il percorso sulla superficie. Bingo! Trovato un nuovo ingresso molto ben nascosto, trovata l’altra parte del tubo in pvc (ma chi ce lo avrà messo e perché?) e ricostruito il percorso sotterraneo che naturalmente chiude sul muro di cinta del convento.

Ora possiamo dire che il Tuscolo non ha più misteri da svelare, almeno per noi. Ha invece ancora tanto da raccontare dal punto di vista della tecnica idraulica antica, vista la coesistenza di tante strutture realizzate a grande distanza temporale le une dalle altre, come se ad ogni macro periodo insediativo fossero corrisposte altrettante progettazioni. Sarà molto interessante compararle e farle confluire nel censimento tematico Carta Antichi Acquedotti coordinato dalla Commissione Nazionale cavità Artificiali della SSI. Dove saremo nei prossimi mesi? Al Tuscolo, naturalmente.

Carla Galeazzi ©Egeria Centro Ricerche Sotterranee

 

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