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Il “Viaggio in Italia” di J.W. Goethe e il paesaggio della geologia: i luoghi ipogei

27 Gen

Il viaggio di Goethe in Italia dura quasi due anni, dal 3 settembre 1786 al 18 giugno 1788, gran parte dei quali li trascorre a Roma, nella dimora di Via del Corso oggi Museo. E’ un visitatore attento e curioso che riflette sul paesaggio e sull’origine dei territori che attraversa, fornendo descrizioni dettagliate che ci aiutano a comprendere, ad oltre due secoli di distanza, le trasformazioni subite dal nostro Paese.

Copertina del volume

Il volume, fresco di stampa (settembre 2012), è frutto del progetto scientifico coordinato da Mario Panizza e Paola Coratza, Nato dalla sinergia fra G&T Geologia e Turismo, IYPE Commissione Italiana coordinamento Anno Internazionale Pianeta Terra (Settore divulgazione scientifica Outrach),  ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e il Museo Casa di Goethe di Roma, unico museo tedesco all’estero. Il volume rappresenta un’opera importante per la conoscenza del nostro Paese e a tale scopo il Servizio Geologico Nazionale Dipartimento Difesa Suolo dell’ISPRA si è impegnato per far si che l’opera venisse stampata.

Un progetto originale e di grande interesse voluto da G&T e realizzato grazie alla capillarità dei suoi associati ed estimatori su tutto il territorio nazionale nonché di geologi facenti capo ad Istituti Universitari, Enti di Ricerca, Pubbliche Amministrazioni, Musei Naturali ed altre Associazioni, fra le quali la Società Speleologica Italiana che ha curato, grazie a Carlo Germani e Vittoria Caloi (Egeria CRS) le quattro schede a tema speleologico – archeologico relative agli ipogei visitati dal celebre scrittore.

Pochi i luoghi sotterranei visitati da Goethe, con racconti che manifestano il disagio di trovarsi al buio, come nelle catacombe dalle quali esce immediatamente: “Fin dai primi passi in quei tristi sotterranei, mi si ridestò un tale insofferenza, che risalii immediatamente a rivedere il sole, e ad aspettare, in quel rione del resto ignorato e appartato, i miei compagni d’escursione che, meno impressionabili di me, avevano potuto visitare tranquillamente anche quei luoghi”. Forse anche per questa ragione apprezza tanto la pietra fosforica di Bologna: “… che, si racconta, se la si lascia al sole, ne assorbe i raggi e per un certo tempo splende nell’oscurità”.

 Scheda Ninfeo di Egeria

L’11 Novembre 1786 fa visita al Ninfeo di Egeria, (o Ninfeo di Erode Attico) nella Valle Caffarella, zona rimasta pressoché intatta fino a qualche anno fa. Nel suo ritorno a Roma dopo il viaggio che lo porta a percorrere l’Italia, ovvero nell’Aprile 1788, visita sia la Cloaca Massima trovandola addirittura più imponente rispetto a quanto raffigurata dal Piranesi. Le catacombe di San Sebastiano invece, come già detto, lo deludono profondamente pur trattandosi di un complesso cimiteriale di grandissimo interesse.

Scheda Ninfeo di Egeria

Durante le tappe non romane scende a Napoli e approfitta per visitare la Crypta Neapolitana (o Grotta di Posillipo, vedi anche il contributo di Pio Bersani https://speleology.wordpress.com/2012/11/27/la-crypta-neapolitana/) e resta talmente affascinato dai raggi del sole che attraversano la galleria, al tramonto, da ben comprendere chi si innamora della città di Napoli.  

La scheda sulla Grotta di Santa Rosalia a Palermo è stata curata da Dario Nicchitta e Antonia Messina (Università degli Studi di Messina). Anche in questo caso Goethe non descrive in modo suggestivo l’ambiente ipogeo ma ha tuttavia difficoltà ad allontanarsene perché  rimane molto colpito dalla devozione dei fedeli che attingono l’acqua nella speranza di ottenere la guarigione.

Fra gli scenari più amati dal Viaggiatore, incline ai luoghi caldi ed assolati, i vigneti: l’analisi geologica si è estesa quindi anche ai “paesaggi enologici”  e ai vini che maggiormente apprezzò, ponendo in risalto il rapporto fra prodotto e caratteristiche del terreno, in un bellissimo contributo di Francesco Torre e della compianta Lucilla Gregori.

 

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