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Cunicoli sotto la Regina Viarum. Tunnels under the Regina Viarum

19 Apr

Vallericcia, o Valle Ariccia, è un antico cratere dei Colli Albani del diametro di circa 2000 metri, situato ai piedi della cittadina di Ariccia. Il fondo perfettamente pianeggiante e le alture della cinta craterica che lo proteggono dai venti provenienti dal mare rendono questa parte dell’edificio vulcanico albano particolarmente adatto all’agricoltura e forse proprio per questo motivo in quest’area troviamo alcune tra le più antiche opere di controllo delle acque nel Lazio (e nel mondo).

Vallericcia or Valle Riccia is an ancient caldera in the Alban Hills, with a diameter of about 2000 m, at the foot of the small town of Ariccia. The ground is flat and is protected from sea winds by the heights of the surrounding caldera, a situation that makes Vallericcia particularly suited for agriculture. Perhaps for this reason there are in the area some of the most ancient works of water control to be found in Latium (and in the world).

Le più note sono i due emissari di Nemi ed Aricino, datati almeno al V secolo a.C., che per oltre due millenni hanno assicurato ai contadini della zona un flusso costante di acqua il primo ed un efficace drenaggio dei campi il secondo. La parte settentrionale di Vallericcia è poi attraversata da NO a SE dall’Appia Antica che, all’altezza del Colle Pardo, sale verso Genzano con una rampa lunga oltre 230 metri costruita in opera quadrata di tufo. È una delle opere più imponenti che si incontrano lungo la Regina Viarum, che versa in stato di abbandono, in gran parte nascosto dalla vegetazione, interrato nel lato settentrionale e (incredibile ma purtroppo vero…) asfaltato e utilizzato per il transito veicolare.

The works most widely known are the two underground outlets of Nemi and Ariccia, dated back to at least the V century b.P.E. for more than two thousand years, the former has secured a constant water flow for the local farmers, and the latter an efficient drainage of the fields. The northern section of Vallericcia is crossed from NO to SE by the Appian Way which, at Colle Pardo, goes up toward Genzano by means of a slope more than 230 m long, built in tuff opus quadratum. It is one of the most impressive works found along the Regina Viarum and, as is often the case in Italy, its conditions are rather bad: it is largely hidden by vegetation, covered with earth on the northern side and (unbelievable but true) it is asphalted and used for the transit of vehicles.

Il Viadotto dell’Appia Antica a Colle Pardo (foto ©P. Bersani). The viaduct of the Appian Way at Colle Pardo (photo ©P. Bersani).

La rampa dell’Appia Antica è caratterizzata, nella parte centrale, da tre sottopassi: uno, di ampie dimensioni, era destinato al passaggio di un torrente proveniente dalla zona di Galloro, il secondo, di dimensioni inferiori, consentiva lo scorrimento di un piccolo corso d’acqua le cui scaturigini si ritrovano immediatamente a ridosso del viadotto, sulle pendici del Colle Pardo ed il terzo era una via di comunicazione.

In the central part of the Appian Way slope there are three underpasses: two of them are wide and were used one for the passage of a road and the other one for a streamlet coming from the Galloro area. The third one is smaller and allowed the flow of a streamlet whose spring is just behind the viaduct, on Colle Pardo slopes.

Vittorio Castellani all’imbocco del cunicolo CA295 sotto il viadotto dell’Appia Antica a Colle Pardo (foto C. Germani ©Egeria CRS). Vittorio Castellani at the entrance of the tunnel CA295 under the viaduct of the Appian Way at Colle Pardo (photo C. Germani).

La presenza di questi tre attraversamenti sollecita alcune considerazioni relative alle canalizzazioni necessarie all’attività agricola che, come già detto, caratterizza quest’area da almeno 25 secoli. La posizione dello sbocco dell’emissario del lago di Nemi è infatti tale da consentire l’irrigazione della sola parte centrale e meridionale della valle mentre la parte settentrionale, posta ad una quota leggermente superiore, non può essere da questo raggiunta. Le acque necessarie all’irrigazione di quest’ultima area dovevano quindi necessariamente essere condotte li dalle vallate a N del cratere aricino, oggi caratterizzate l’una dal famoso ponte di Ariccia e l’altra da quello di Galloro.

The presence of these three crossings suggests some observations on the works required by agriculture which, as mentioned before, developed in this area at least 25 centuries ago. The position of the mouth of the underground outlet of Nemi lake allows to water only the central and southern sections of the valley, while the northern section cannot be reached, due to its slightly higher location. The water required by this area had to come from the valleys to the north of the Ariccia caldera; at present these valleys are characterized one by the well known Ariccia bridge, and the other by the Galloro bridge.

Vallericcia e le strutture idrauliche (sorgenti e cunicoli) note (C. Germani ©Egeria Centro Ricerche Sotterranee).

La realizzazione del viadotto dell’Appia Antica deve quindi aver tenuto conto della preesistenza di un sistema di irrigazione attivo, che motiva l’esistenza dei tre sottopassi. Dunque, se il viadotto fosse coevo all’Appia (la data della sua realizzazione è dibattuta ed oscilla tra il IV e il II sec. a.C.) si potrebbe dedurre che la sua realizzazione ha incontrato almeno un sistema di condotte idriche sotterranee già nel IV secolo a.C.

Therefore, the construction of the Appian Way viaduct had to take into account the presence of a working watering system, a fact that led to implement the three crossings. This means that, if the viaduct were contemporary with the Appian Way (built at an epoch still under debate and esteemed between the IV and II century  b.P.E.), its construction met with at least one systemof underground water pipes already in the IV century b.P.E.

Il cunicolo idraulico.

L’ipogeo (CA295LaRM) è di dimensioni ridotte e si sviluppa per poche decine di metri. È tutt’ora percorso da un modesto rivolo d’acqua che oltre il cunicolo, si disperde nella campagna. La prima parte del condotto è orientata N-S, si sviluppa interamente sotto il viadotto ed è rivestita con grandi blocchi di tufo squadrati e volta a botte. La costruzione è chiaramente contemporanea al viadotto.

Il cunicolo CA295 nel tratto sotto la Via Appia Antica (foto © P. Bersani). The tunnel CA295 in the stretch under the Appian Way (photo ©P. Bersani).

Sottopassata la via Appia, il cunicolo prosegue in direzione N per 25 metri, alternando tratti scavati in galleria a tratti realizzati in trincea ricoperta da laterizio (a probabile testimonianza di movimenti franosi che hanno portato al parziale interramento del lato settentrionale del viadotto e costretto gli abitanti del luogo a vari interventi di sistemazione del cunicolo). Una diramazione sulla sinistra risulta completamente ostruita da terra e detriti, mentre sulla destra due gallerie drenanti sono tutt’ora attive.

Tratto terminale di una delle galleria drenanti del cunicolo CA295 (foto ©P. Bersani). The final section of one of the draining cuniculi of the tunnel CA295 (photo ©P. Bersani).

Le evidenti tracce di ripetute sistemazioni al condotto rendono difficile la datazione, ma le considerazioni suesposte portano in ogni caso a dedurre la presenza in questa zona di una rete di captazione e drenaggio precedente alla realizzazione dell’Appia e del suo viadotto.

The hydraulic tunnel

The hypogeum (CA295LaRM) is small and develops for few tens of meters. Still at present, a trickle of water goes through it and disperses in the fields. The first stretch is N-S oriented, develops entirely under the viaduct, is coated with large, squared tuff blocks and has a barrel vault. The structure is clearly contemporary with the viaduct.

After passing under the Appian Way, the tunnel goes on toward N for 25 m, alternating stretches dug underground to stretches constructed as cuttings covered with bricks. This latter solution is likely due to the occurrence of landslides, that have actually filled with earth the northern section of the viaduct, forcing the inhabitants to intervene for repairing the tunnel. A branch on the left appears completely blocked by earth and debris, while on the right there are two draining tunnels, still working.

On the inside the tunnel shows clear evidence of repairs performed along the centuries, so that it is not possible to date precisely this part of the structure. Anyway, the observations quoted above suggest the existence, in this area, of a system to collect and drain water preceding the construction of the Appian Way and its viaduct.

Rilievo del cunicolo CA295. Map of the tunnel CA295.  (©EgeriaCentroRicerche Sotterranee riproduzione vietata)

Uno dei sottopassi più ampi, pieno di rifiuti. One of the largest underpasses, filled up with garbage. (photo ©P. Bersani)

Bibliografia essenziale. Basic bibliography

Lilli M. (2002): Ariccia. Carta Archeologica. L’Erma di Bretschneider, Roma.

Bersani P., Castellani V. (2005), Considerations on water flow regulation in ancient time in the Alban Hills. GT&A.

Testi Carlo Germani, Traduzione Vittoria Caloi, Foto P. Bersani e C. Germani ©Egeria Centro Ricerche Sotterranee

 

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