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Il rischio del “viaggiar come bauli”.

26 Ago

Nel 1932 Giuseppe Fanciulli pubblica sulla rivista mensile del Touring Club un grazioso articolo sull’arte di ben viaggiare in cui dileggia, in colorito toscano, i turisti frettolosi che  “viaggiano come bauli”. L’immagine richiama in effetti il movimento inconsapevole della valigia, come è quello dell’andare e tornare fine a se stesso. Che non ti da il tempo di soffermarti a guardare con interesse e curiosità.

L’articolo prosegue, ipotizzando che la velocità degli spostamenti e i sempre più rapidi mezzi di comunicazione possano in qualche modo mettere a repentaglio il presente a vantaggio di passato e futuro (memoria ed immaginazione). La concretezza della realtà surclassata dalle emozioni. Senza capire che il ricordo può formarsi solo se il presente viene opportunamente metabolizzato, concedendo un “ragionevole limite di tempo al vedere”.

Lui lo farà, scovando luoghi affatto scontati in note mete turistiche. A Roma, per esempio, si lascerà alle spalle la grandezza della città imperiale per visitare nella campagna rimasta intatta per oltre duemila anni il bosco sacro nella Valle delle Camene, dove re Numa Pompilio si dava convito in gran segreto con la ninfa Egeria (vedi articolo su Ninfeo di Egeria). Poi a Capri dove la bellezza della Grotta Azzurra gli farà venire il  desiderio di proseguire fino a Postumia per visitarne le Grotte.

Dirà poi: “vedere non è operazione che si compie solo con gli occhi: implica godimento e giudizio estetico, deriva dalla sensibilità e dall’attitudine al gusto. Chi vive nel bello comprende meglio di altri la bellezza delle arti, e non è casuale che Michelangelo abbia toccato l’apice del suo percorso artistico arrivando a Firenze”.

Lentezza nei movimenti, curiosità, interesse per quello che ci circonda, analisi del presente con un occhio al passato e due al futuro. Sono le qualità che dovrebbero avere tutti i  viaggiatori nelle terre della notte, quelle dove fra grotte e cavità artificiali trascorriamo buona parte del nostro tempo. Riservando la frenesia per la scoperta e non al bruciare i tempi di percorrenza. A meno di non preferire l’esser bauli, sballottati nel buio.

Carla Galeazzi

 
 

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