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Posts contrassegnato dai tag ‘Opere idrauliche’

Il 13 aprile si è svolta la giornata di studio “Ponte Terra: un’opera di ingegneria arcaica nell’Agro Romano” organizzata dall’Associazione Amici di San Vittorino in collaborazione con il Centro Ricerche Sotterranee “Egeria”, Italia Nostra Roma e Legambiente Tivoli.

Sono intervenuti: Fabrizio Rossi (Associazione Amici di San Vittorino) “Scopriamo il territorio: un ciclo di eventi per la conoscenza di San Vittorino e dell’Agro Romano Antico”, Carlo Germani (Centro Ricerche Sotterranee “Egeria”) “Le indagini speleo-archeologiche condotte a Ponte Terra”, Vanna Mannucci (Italia Nostra Roma) “San Vittorino e l’Agro Romano Antico: l’angolo della Capitale che è rimasto, semplicemente, campagna”, Gianni Innocenti (Legambiente Tivoli) “Iniziative per la protezione, la tutela e lo sviluppo sostenibile del territorio”.

A completamento delle relazioni è stata effettuata una escursione nella Forra di Ponte Terra.

Il Fosso di Ponte Terra, lungo una decina di chilometri e percorso da un flusso d’acqua perenne alimentato da sorgenti che si trovano sul versante sud dei monti Tiburtini e su quello occidentale dei Prenestini, scorre in una forra (tipici valloni dell’Agro Romano Antico) profonda una cinquantina di metri. Situato poco a Nord dell’abitato di San Vittorino, è interessato da un vasto complesso di opere cunicolari arcaiche, intercettate e distrutte da altre opere antiche tra le quali lo sbarramento artificiale per l’attraversamento della valle. Il complesso delle opere idrauliche risale a varie epoche e a diversi scopi: grandi gallerie per il passaggio dell’acqua, acquedotti, cunicoli di drenaggio a protezione del Ponte. Scendere nel profondo della forra ed avvicinarsi a Ponte Terra significa “immergersi” nel passato attraverso opere ingegneristiche che ancora oggi rappresentano una “palestra culturale” per molti studiosi di idraulica del mondo antico.

Le indagini speleo – archeologiche condotte dal CRS ”Egeria”

I cunicoli di Ponte Terra inaugurarono la proficua stagione della speleologia in cavità artificiali nel Lazio, essendo i primi ad entrare nel Catasto relativo (CA 1 LaRM). Nel 1990 G. Cappa, V. Castellani, W. Dragoni ed A. Felici presentarono al XVI Congresso Nazionale di Speleologia una prima analisi delle strutture di Ponte Terra ed il rilevo delle due grandi gallerie e dei vari cunicoli da esse intersecati. Nello stesso anno l’analisi viene ripresentata in forma ridotta sulla rivista della “Speleologia” e l’anno seguente sulla rivista dello Speleo Club Roma.

Nel 1999, infine, V. Castellani pubblica in “Civiltà dell’acqua” un ultimo vasto studio dei sistemi cunicolari di Ponte Terra soffermandosi non solo sulle grandi gallerie, ormai ampiamente documentate, ma anche sui numerosi e poco indagati cunicoli presenti a monte e a valle della struttura più nota. Gran parte degli studi effettuati dal Centro Ricerche Sotterranee “Egeria” (CRSE) partono proprio da questa pubblicazione e ad essa fanno riferimento.

La mancata esplorazione dei tanti cunicoli visibili sulle pareti della forra di Ponte Terra era, infatti,  fonte di particolare cruccio nell’amico Vittorio Castellani che nel 2003 ci convinse ad intraprendere la sistematica esplorazioni di tutte le strutture visibili.

I primi risultati, come spesso accade in questi casi, hanno subito stravolto molte ipotesi avanzate in precedenza. La prematura scomparsa di Vittorio ha poi bloccato a lungo le ricerche del CRSE, che sono riprese in modo sistematico solo nel 2007. Tutte le strutture presenti nella zona tra le grandi gallerie e per circa un chilometro a monte e a valle sono state raggiunte con tecniche di progressione speleologica, rilevate topograficamente e le planimetrie restituite in CAD.

Il risultato dei nostri studi, ad oggi i più completi mai condotti negli ipogei della zona, è stato presentato all’Accademia dei Lincei nell’ambito di uno dei convegni annuali dedicati alle ”Giornate dell’Acqua” e al VI Convegno Nazionale di Speleologia in Cavità Artificiali (Napoli, 2008) SCARICA QUI IL PDF

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La collina del Tuscolo, di origine vulcanica (formazione di Colli Albani), è compresa nel territorio del Parco Regionale dei Castelli Romani ed è tutelata dalla Comunità Montana dei Castelli Romani e Prenestini. 

La zona, molto bella dal punto di vista naturalistico e di grande interesse storico archeologico per essere stato insediamento pre-romano, romano e medievale con il nome di Tusculum, a cavallo degli anni ’60 e ’70 del novecento ha subito una intensa cementificazione che, pur incidendo seriamente dal punto di vista paesaggistico, ha fortunatamente risparmiato ampie zone di verde oggi tutelate. Recentemente (aprile 2012) i rappresentanti dei Comuni di Monte Porzio Catone, Frascati, Grottaferrata e Monte Compatri si sono incontrati per condividere le linee guida dell’istituendo Parco Archeologico Culturale del Tuscolo.

Le opere idrauliche della zona sono state da anni oggetto di indagini speleologiche (Cappa G., Felici A., Castellani V., Capulli R.) ed archeologiche (Devoti L., Scuola Spagnola di Storia e Archeologia, Quilici Gigli L. e S.,) tanto da non suscitare in noi, per lungo tempo, particolare curiosità esplorativa.

Qualche mese fa siamo tornati con Giulio, che nel corso dei suoi sopralluoghi di verifica per riposizionare in pianta tutte le strutture note aveva scoperto un ingresso mai visto prima.

Insieme abbiamo riverificato i nuovi accessi, alcuni dei quali prodotti dallo sprofondamento delle volte, percorso l’antico acquedotto seicentesco che forniva l’acqua a Monte Compatri (rilievo strumentale eseguito dai colleghi di Roma Sotterranea), e sviluppato nuove ipotesi sull’idraulica della zona.

Oggi, complice la bella giornata, siamo tornati a visitare l’acquedotto dei tre fontanili (rilevato da Ruggiero Capulli et alii, op. cit.) e fare qualche esperimento fotografico con un nuovo obiettivo. 

Sul plateau che porta al muro di confine dell’eremo di Camaldoli abbiamo individuato i pozzi dell’acquedotto che riforniva l’eremo, già ritrovati e segnalatici da Giulio Cappa.

Carla Galeazzi ©Egeria CRS

Fonti:

Cappa G., Felici A., “Cavità artificiali, esplorazioni e studi”, in Bollettino Speleo Club Roma, 1994

Capulli R. “I cunicoli del Monte Tuscolo (Roma – Lazio)”, in Opera Ipogea Atti VII Convegno Nazionale Cavità Artificiali, Napoli, 2008

http://it.wikipedia.org/wiki/Tuscolo

http://www.cmcastelli.it

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Nel dicembre 2009 Tullio Dobosz, Carla Galeazzi e Carlo Germani hanno partecipato con altri fotografi alla realizzazione della Mostra ”I qanat dell’Iran nord orientale e del Medio Oriente”, allestita presso l’Università Tecnologia di Shahrood (Iran), curata da Ezio Burri (Università dell’Aquila, Dipartimento Scienze Ambientali) e Angelo Ferrari (CNR- National Research Council, Institute of Chemical Methodologies).

 

Scarica il PDF per vedere tutte le immagini: IRAN_Mostra_fotografica

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